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Free University of Bozen-Bolzano

UniNews

"Nei prossimi mesi, credo che gli studenti torneranno a viaggiare e studiare all'estero"

Come sarà la mobilità degli studenti in partenza per gli atenei partner e quanti studenti arriveranno a unibz in autunno? Ne abbiamo parlato con Dario Recla.

Durante la pandemia, la mobilità studentesca, come quella di tante altre categorie, ha pagato e sta pagando uno scotto molto pesante. Non ancora superate le restrizioni alla mobilità intereuropea, rimangono incertezze su come sarà possibile per gli studenti, dall’autunno, ricominciare con la frequenza di semestri nelle università estere partner di unibz. Ne abbiamo parlato con Dario Recla, responsabile del servizio Relazioni internazionali. 

Dario Recla, qual è stato l’impegno del vostro ufficio nei mesi scorsi?
All’inizio, quando in Italia è stato deciso il lockdown e poi man mano che anche le altre nazioni decidevano di chiudere le frontiere, abbiamo vissuto una situazione molto frenetica. Comprensibilmente, studenti in mobilità e genitori ci chiamavano allarmati per informarsi sulla situazione nei Paesi in cui erano ospiti e su come avrebbero potuto rientrare in Italia. Abbiamo quindi dovuto fare un grande sforzo di monitoraggio e coordinamento anche perché le informazioni attendibili per supportare gli studenti erano frammentarie ed in continua evoluzione. Poi, col passare dei giorni, la situazione è andata stabilizzandosi. Il monitoraggio di coloro che sono ancora in mobilità comunque prosegue.

Quanti sono coloro che hanno deciso di rimanere all’estero e perché hanno assunto questa decisione?
Molti, appena hanno intuito la serietà della situazione, hanno deciso di rientrare anzitempo, non senza difficoltà. Altri invece hanno deciso di rimanere valutando la situazione del paese ospitante meno grave di quella italiana e scoraggiati dai rischi organizzativi del ritorno. Quasi tutti hanno comunque avuto la possibilità di continuare a seguire in remoto le lezioni del partner. Attualmente, per i corsi bachelor e master, gli studenti unibz all’estero sono circa quaranta.

Quali sono le prospettive per chi in autunno ha in programma un’esperienza di studio all’estero?
Le selezioni di unibz per la mobilità 2020/21 si sono concluse di recente, ma ovviamente c’è incertezza su come sarà il prossimo futuro. Normalmente le partenze per l’Erasmus sono a settembre e ottobre, mentre per Paesi extraeuropei già anche ad agosto. Occorre seguire con attenzione gli sviluppi della pandemia. 

Può darsi che per la prima volta in oltre tre decenni il programma Erasmus subisca una momentanea battuta d’arresto?
Tenderei ad escluderlo. La possibilità di svolgere l’Erasmus in modalità online, o combinata con quella fisica, sta affermandosi, come evidenziato anche dalle ultime informazioni ufficiali ricevute dall’EU. Certamente, l’esperienza di vita e di immersione linguistica in un altro Paese resta insostituibile. 

Quante sono ad oggi le richieste di studenti che vogliono venire uno o due semestri a Bolzano?
Quest’anno, comprensibilmente, le richieste di mobilità verso unibz dai nostri partner all’estero sono in flessione: normalmente, nel primo semestre, riceviamo circa 120 studenti di scambio incoming. Attualmente siamo assestati su 80 richieste circa. Crediamo però che per il secondo semestre torneremo ai contingenti usuali e verosimilmente li vedremo addirittura aumentare. Per il momento stiamo organizzando i soggiorni dei nostri studenti secondo le normali e collaudate procedure. Riteniamo infatti che nel corso dei prossimi mesi, con le dovute precauzioni, la possibilità di tornare a viaggiare e studiare presso le università partner si stia facendo sempre più concreta. 

(zil)