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Free University of Bozen-Bolzano

UniNews

“Così stiamo rivoluzionando il mercato immobiliare”

#unibzcareers. Intervista con Victor Ranieri, Country Manager di Casavo, la startup più finanziata d’Italia nel 2019, con oltre 100 milioni di euro di capitali raccolti.

Casavo, startup PropTech e prima piattaforma italiana di Instant Buying – modalità di compravendita immobiliare innovativa e molto diffusa nel mercato statunitense – è la creatura di un ex-studente della Libera Università di Bolzano, Victor Ranieri. 26 anni, altoatesino, Victor ha contribuito a lanciare Casavo insieme a Giorgio Tinacci nel 2017 dopo essersi laureato nel 2016 alla Facoltà di Economia di unibz. Lo raggiungiamo al telefono nella sua casa di Nova Ponente, dove si è fermato per una settimana di smart working, per chiedergli di raccontarci la sua avventura professionale e manageriale di successo.

Victor Ranieri, come è nata l’idea di Casavo?
Ha fatto i suoi primi passi come vuole la mitologia delle startup: in un piccolo ufficio al seminterrato di un coworking space a Milano dove, abbiamo perfezionato il proof of concept da cui siamo riusciti a convincere della bontà della nostra intuizione alcuni fondi di investimento nazionali e internazionali: Project A Ventures, 360 Capital e Picus Capital. Sono loro che hanno creduto in Casavo fin dagli inizi. Alla fine del 2019 Casavo ha poi chiuso un round di finanziamento Series B, ottenendo la fiducia di Greenoaks Capital, società di investimento di San Francisco, che ha già investito in note società tech come Brex e Deliveroo. I nuovi fondi ci hanno permesso di crescere esponenzialmente in poco tempo. Negli ultimi due anni abbiamo infatti aperto sedi in altre grandi città in Italia e Spagna (Roma, Bologna, Firenze, Torino, Verona e Madrid) ed effettuato circa 1.000 transazioni immobiliari per un valore di oltre 250 milioni di euro.

Un impegno non indifferente…
Come imprenditore che è impegnato a realizzare un suo progetto, non conto le ore di lavoro, che spesso sono veramente tante. Ciò non mi pesa perché il team di oltre 170 collaboratori e collaboratrici – di età media 28 anni – che abbiamo costruito e che stiamo allargando, crede fortemente nel progetto, ci supporta con grande spirito di squadra e dedizione. È una grande soddisfazione infatti essere stati inclusi tra le migliori aziende per le quali lavorare in Italia, grazie al premio “Great Place to Work 2019-2020” 

Cosa rende competitivo il vostro modello di business?
Il fatto che diamo una risposta efficace ai bisogni dei clienti. Mediamente in Italia sono necessari sei o sette mesi per vendere un immobile residenziale. La lentezza è provocata da un mercato rigido e dal coinvolgimento di molte figure che intervengono nel processo. Inoltre, c’è poca trasparenza in termini di pricing e valutazione dell’asset. Il consumatore che vuole vendere il proprio immobile, prima e durante la trattiva, deve quindi affrontare numerose inefficienze e incertezze. Noi non siamo degli intermediari, ma compriamo direttamente l’immobile dal venditore che nel giro di 30 giorni conclude la compravendita.

Vi definite iBuyer. Cosa significa?
L’iBuyer è un acquirente industriale che effettua una proposta d’acquisto istantanea per la tua casa, offrendoti il 100% della liquidità. Siamo una realtà innovativa che sfrutta la tecnologia per assicurare transazioni immobiliari veloci, efficienti e sicure, facendo leva su una piattaforma proprietaria di valutazione istantanea, sull’industrializzazione della catena di valore con un approccio completamente digitale e data-driven e su un network di oltre 2000 agenzie immobiliari partner che collaborano con noi, grazie all’inclusività del nostro modello di business.

Come vedi il futuro del settore immobiliare? Quale sarà l’effetto della trasformazione digitale su di esso?
Il Real Estate è una delle maggiori asset class al mondo (solo in Europa è un mercato che vale oltre 5 milioni di compravendite all’anno) ma è un mercato in forte ritardo in termini di digitalizzazione rispetto ad altre categorie. Basta pensare a come la digitalizzazione ha già impattato in modo radicale il nostro modo di viaggiare o di ascoltare musica. Il PropTech, definizione che fonde le parole property e technology, fa riferimento alla trasformazione digitale del settore immobiliare, quindi a tutte quelle imprese basate su modelli di business volti ad innovare il mercato immobiliare con prodotto e servizi caratterizzati da un forte elemento tecnologico. L’attuale contingenza di mercato ha accelerato in modo significativo la transizione dell’immobiliare al digitale, e tanti processi che ci avrebbero messo anni per essere implementati, ora si stanno sostanziando nel giro di pochi mesi. La trasformazione digitale del mondo immobiliare rispecchia in modo speculare quanto già in atto nel mondo della finanza, generando il termine FinTech. Quest’ultimo va ad impattare tantissime categorie significative, come quella del Banking, delle Assicurazioni, del denaro elettronico, finanza personale, investimenti, pagamenti e prestiti. Tutte categorie che sono strettamente collegate al Real Estate e, in termini più ampi, al modo di vivere e di lavorare delle persone. Sono due mondi secondo me connessi per natura e che si uniranno sempre di più grazie alla tecnologia, probabilmente in piattaforme olistiche in grado di ospitare e concentrare i vantaggi dell’impatto digitale per il consumatore. 

La pandemia di covid-19 vi ha penalizzato?
Stiamo affrontando questo anno particolare con grande spirito di squadra e con il supporto di tutte le funzioni aziendali che sono state impattate da questa crisi. Siamo una realtà giovane, molto dinamica che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi due anni, quindi abituata a cambiamenti continui. Questa abitudine sicuramente ci ha aiutato a fronteggiare questa crisi, trasformando questa crisi in quante più opportunità possibili, soprattutto da un punto di vista tecnologico. Da lato organizzativo, siamo sempre rimasti pienamente operativi, garantendo il servizio a tutti i nostri clienti. Lo smart-working era già in essere nella nostra realtà prima di questa crisi per quattro giorni al mese, quindi lo abbiamo semplicemente esteso. Inoltre, il DNA digitale dell’azienda ci ha sicuramente aiutato molto nello svolgere tutte le attività transazionali e tradizionali quasi completamente da remoto.

Dal punto di vista di business, invece, come avete reagito?
Abbiamo allestito un piano di contingenza, adattando misure specifiche per ogni funzione aziendale. Siamo una realtà molto capitalizzata, ma ci stiamo comunque muovendo in modo cautelativo, cercando di cogliere tutte le nuove tendenze di mercato e del consumatore come, ad esempio, il lancio della nostra mobile app “Casavo Visite” che permette al venditore di fare visitare il proprio immobile da remoto e ricevere una proposta di acquisto da Casavo senza che nessuno entri fisicamente in casa. Inoltre, abbiamo di recente acquisito il 100% del capitale di Realisti.co, società leader di mercato che si occupa di virtual tours e rendering agli immobili - un servizio che è stato implementato massivamente durante il lockdown imposto dalla pandemia da coronavirus. Un investimento che ci consente di consolidare ulteriormente l’offerta tecnologica rivolta a tutti i nostri partner.

Come vi state muovendo in questo momento di nuova, grande, incertezza?
È fondamentale continuare a reagire velocemente, essere dinamici, trasformare cambiamento in opportunità, capire le nuove esigenze dei consumatori e trovare le giuste leve per rendere liquido questo mercato. La tecnologia avrà un ruolo ancor più determinante e il nostro obbiettivo è più chiaro che mai: digitalizzare e semplificare il processo di compravendita immobiliare in Italia e in Europa. 

Nella tua storia di successo, che parte ha unibz?
La preparazione trilingue che ho ricevuto nel corso di laurea in Economia e Management è stata ottima, oltre all’approccio molto dinamico e hands-on di tutti i corsi academici che ho seguito. Inoltre, ho potuto perfezionarmi con un tirocinio in Germania, nel settore dell’investment banking, alla HSBC di Düsseldorf, e poi a Monaco di Baviera con uno stage in una società che si occupava di venture capital e private equity. Queste esperienze formative sono state essenziali per il mio percorso formativo e professionale. 

Nel vostro team sono entrati altri laureati della Libera Università di Bolzano? 
Per adesso no ma siamo sempre interessati ad esaminare i curricula di giovani motivati e dinamici che con le loro competenze possano aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. L’Università di Bolzano è certamente un potenziale bacino da cui “pescare”. 

Cosa consiglieresti a uno studente o a una studentessa in procinto di laurearsi e che voglia mettere alla prova le proprie ambizioni aprendo una startup?
A loro consiglierei innanzitutto di essere autentici ed empatici, c’è bisogna di tanta energia e passione quotidiana per affrontare questa “maratona”. Penso che sia altrettanto fondamentale mantenere sempre l’iniziativa in qualsiasi situazione, saper ascoltare e porsi obbiettivi coraggiosi. Uno degli elementi distintivi che ci ha permesso di raggiungere questi risultati con Casavo e di crescere così velocemente, è stata la capacità di spingere il pensiero oltre quello che sembra possibile. Mai farsi condizionare dallo status quo del mercato in cui si è operativi e che si vorrebbe innovare, bisogna cercare di uscire dai soliti schemi mentali che tradizionalmente hanno contraddistinto il modo di operare. 

(zil)