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Libera Università di Bolzano

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Comunicazione della scienza. Il blog della dottoranda unibz

Uno strumento in più per colmare le distanze tra ricerca e persone comuni. È il blog di Martina Bodner, autrice di SciComm for everyone.

Raccontare le conquiste della scienza, spiegare i potenziali sviluppi di alcune ricerche, mostrare l’utilità per la vita quotidiana degli esperimenti svolti nei laboratori, è la passione di Martina Bodner, dottoranda della Facoltà di Scienze e Tecnologie. 

Dallo scorso anno, Martina cura un blog di divulgazione scientifica, in lingua inglese. A motivarla, la convinzione che la comunicazione della scienza sia un tema caldo e quanto mai necessario, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo. “Penso che il fatto che il mondo scientifico e i cittadini siano così lontani e che parlino due lingue diverse, sia uno delle cause principali, se non la più importante, per quest’epoca di mistrust, di mancanza di fiducia nei confronti della ricerca”.

Martina ha maturato la sua passione per la comunicazione seguendo diversi divulgatori, sia italiani che stranieri, e a loro si è voluta ispirare per cercare di mettere in dialogo scienza e società. La scintilla che ha portato la ricercatrice alla decisione di aprire un blog è scoccata durante la maternità. “Nei mesi successivi alla nascita di mia figlia, mi sono ritrovata con molto tempo libero e un’esigenza molto personale di continuare a svolgere attività che mi tenessero impegnata a livello intellettuale, oltre ad accudire la mia bimba appena nata. È stato allora che ho preso coraggio ed ho iniziato a scrivere. È stata la voglia di sperimentare e mettermi alla prova che mi hanno fatto aprire il blog”, chiarisce.

Nel blog non c’è spazio solo per la ricerca ma anche per le questioni sociali e di genere legate alla scienza. “Oltre alla sezione “Science” in cui scrivo articoli che riguardano soprattutto l’ambito della chimica alimentare (il mio tema di dottorato), o altri temi che ritengo interessanti o curiosi, c’è “Women in STEM”, in cui, una volta a settimana, pubblico interviste con donne che lavorano nell’ambito STEM e che svolgono attività di divulgazione online su diversi canali (Instagram, Twitter, blog, YouTube)”, spiega la ricercatrice bolzanina. 

Nella terza sezione, “Motherhood”, scrive contributi legati alla maternità e allo sviluppo dei bambini. Il perché lo spiega lei stessa: “A questa sezione sono particolarmente legata poiché sia durante la gravidanza, che in questi primi sei mesi di vita di mia figlia, quando cercavo informazioni su internet relative a dubbi da neo-mamma, trovavo solo blog o gruppi facebook in cui le madri si scambiavano opinioni “per sentito dire”. La scienziata che c’è in me, però, aveva bisogno di risposte scientificamente più accurate e quindi ho iniziato a cercarle in articoli scientifici. Questi erano tendenzialmente comprensibili per me, ma ho ritenuto di fare un servizio rendendoli più accessibili a persone che non hanno una formazione scientifica o che non dispongono di un abbonamento alle riviste scientifiche, non lavorando in università o in qualche altro istituto di ricerca”.

Infine, nel blog è ospitata anche una sezione molto personale, denominata “about me”, in cui Martina parla di un’esperienza che l’ha segnata profondamente: la morte della mamma per leucemia. “Questo testo è stato molto doloroso da scrivere ma, allo stesso tempo, terapeutico”, ammette, “ho ricevuto un sacco di messaggi di ringraziamento da persone che hanno vissuto storie simili oltre che sostegno da perfetti sconosciuti e sono riconoscimenti che fanno bene”.

Nonostante il blog sia stato inaugurato di recente sta avendo un discreto successo. Vi vengono pubblicati dai due ai tre articoli alla settimana e gli analytics mostrano che i visitatori arrivano un po’ da tutto il mondo. Martina ha scelto di scrivere in inglese per poter raggiungere un pubblico più ampio ma è naturale chiederle se prevede di farne a breve anche una versione in italiano. “Ho ricevuto diversi suggerimenti in tal senso anche perché”, aggiunge, “non esistono blog in italiano che trattano i temi della gravidanza e maternità in modo scientifico e quindi potrebbe essere interessante per chi non conosce l’inglese, ma ha comunque desiderio di informarsi”. 

Al momento gli impegni dell’essere madre, il lavoro e la scrittura della tesi di dottorato non le lasciano tempo libero da dedicare a questo compito ma, in futuro non è escluso. Per sapere quando avverrà e per scoprire alcune delle curiosità e delle novità nel mondo della scienza, è sufficiente abbonarsi alla newsletter di https://scicommforeveryone.com/

(zil)

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