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Un patrimonio fragile. Il “secondo moderno” in Alto Adige e dintorni. Al via il ciclo di incontri

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Un patrimonio fragile. Il “secondo moderno” in Alto Adige e dintorni. Al via il ciclo di incontri

La Piattaforma Patrimonio Culturale Produzione Culturale della Facoltà di Design e Arti propone otto serate tematiche nell’ambito dello Studium Generale. Le iscrizioni sono aperte a tutti gli interessati.

Il ciclo di conferenze “Un patrimonio fragile. Il ‘secondo moderno‘ in Alto Adige e dintorni“ nell'ambito dello Studium Generale del semestre invernale 2021/22, vuole essere un proseguimento del discorso iniziato la scorsa primavera con il ciclo “Un patrimonio fragile. Conservare l’architettura del XX secolo“, dedicato alla conservazione e al restauro di una serie di opere moderne di rilevanza nazionale e internazionale.

Le conferenze e le visite guidate si concentreranno su casi studio esemplari nell’ambito della regione europea Tirolo-Alto Adige-Trentino e della Svizzera e affronteranno le manifestazioni regionali del modernismo del dopoguerra, compresi il verde e gli spazi aperti, così come le strategie volte alla loro protezione, conservazione, restauro e ulteriore costruzione. Il ciclo si propone di porre una serie di questioni sulla qualità architettonica e tecnica di queste opere, sul loro adattamento alle esigenze d'uso contemporanee, sul loro valore – spesso poco accettato – come patrimonio culturale, con l’obiettivo di stimolare e promuovere il dibattito sull'architettura del recente passato e di sensibilizzare un pubblico più ampio sul tema. La conoscenza del patrimonio costruito e del suo significato storico, architettonico e urbanistico è infatti un requisito fondamentale per la sua valorizzazione e conservazione. La conoscenza del patrimonio costruito, del suo significato storico, architettonico e urbano è uno dei prerequisiti per la sua valorizzazione e conservazione.

“Nel progettare il ciclo di conferenze, ci siamo preoccupati sia di comunicare le qualità architettoniche degli edifici modernisti del dopoguerra, sia di rendere visibili buoni casi di studio di conservazione e riutilizzo contemporaneo”, afferma l’organizzatrice Waltraud Kofler Engl, che, come responsabile della Piattaforma Patrimonio Culturale Produzione Culturale alla Facoltà di Design e Arti, costruito il programma assieme al prof. Gerhard Glüher.

Gli otto incontri:

08.11.2021 5 Positionen zu 50 Jahre Südtiroler Nachkriegsarchitektur, Walter Angonese (Walter Angonese Architekt, Università della Svizzera italiana, Mendrisio) DE

15.11.2021 „So viel Anfang war nie". Architektur der Nachkriegsmoderne in Tirol, Christoph Hölz (Archiv für Bau.Kunst. Geschichte, Universität Innsbruck) DE

22.11.2021 Architettura del secondo Novecento in Trentino. Ricerche, proposte di valorizzazione, azioni di tutela, Fabio Campolongo (Soprintendenza per i Beni Culturali, Provincia Autonoma di Trento), Paola Pettenella (Archivio del '900, Mart) ITA

29.11.2021 Das Gelingen liegt nahe beim Misslingen. Erfahrungen aus der Schweiz, Bernhard Furrer (Architekt, Denkmalpfleger) DE

15.12.2021 Othmar Barth (1927-2010). Architekt und Lehrer, Robert M. Veneri (Veneri Architekten), Kurt Rumplmayr (Penz-Rumplmayr Architekten) DE

13.01.2021 Auf dem Weg zu einer urbanen produktiven Landschaft. Das Neue Europäische Bauhaus, Andreas Kipar (LAND, Politecnico di Milano) DE

22.01.2021 Besichtigung der Villa Tabarelli in Girlan, con Walter Angonese (Walter Angonese Architekt, Università della Svizzera italiana, Mendrisio) DE – in loco

29.01.2021 Visita guidata della Cusanus Akademie di Othmar Barth a Bressanone / Besichtigung der Cusanus Akademie von Othmar Barth in Brixen, Con/Mit Matteo Scagnol (Modus Architects). Waltraud Kofler Engl (unibz) ITA/DE – IN PRESENZA/VOR ORT

Le serate si svolgeranno online, dalle 18 alle 20 ogni sera. Per partecipare, è necessario registrarsi per ogni singolo evento ai link presenti sulla pagina: https://www.culturalheritage.unibz.it/it/attivita-11/

 (zil)

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