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Free University of Bozen-Bolzano

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Integrazione dei bambini*e e giovani ucraini*e a scuola. Il contributo di unibz

Quattro studenti*esse del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria hanno collaborato al progetto della Provincia Autonoma di Bolzano per l’inserimento scolastico della di minori ucraini*e nella Bassa Atesina.

Attività individualizzate con studenti*esse e supporto alla didattica in collaborazione con le scuole e i mediatori culturali. L’inserimento di bambini*e e ragazzi*e ucraini nelle scuole della Bassa Atesina porta il marchio anche della Facoltà di Scienze della Formazione. È anche grazie alla collaborazione volontaria di quattro studenti*esse (Alberto Amadori, Alice Paoli, Giovanna Liguori e Martina Sgambelluri) di Scienze della Formazione Primaria che i minori arrivati in Alto Adige da marzo 2022 in fuga dalla guerra sono stati in grado di seguire le lezioni e a non perdere giorni di scuola.

L’iniziativa è stata coordinata dal Centro linguistico Bassa Atesina che ha contattato la Facoltà di Scienze della Formazione (nella persona della ricercatrice Cecilia Varcasia) e, da ultimi, i*le volontari*e. “L’inserimento di bambini*e con background migratorio nelle scuole provinciali è stato avviato negli anni scorsi e avevamo già vissuto un momento di grande afflusso con la crisi umanitaria in Siria”, spiega Emanuela Atz, coordinatrice del Centro linguistico Bassa Atesina.

Se solitamente i*le minori con background migratorio vengono inseriti*e individualmente nelle classi, con la guerra nel paese dell’Est Europa, la pressione sul sistema scolastico è cresciuta in modo esponenziale: 400 studenti*esse sono arrivati*e in Alto Adige dall’Ucraina. In Bassa Atesina, ne sono giunti*e una quarantina, suddivisi in “gruppi di accoglienza”. “Gli*le studenti*esse ucraini non sono stati immessi nelle classi, perché troppo numerosi  ma sono stati ospitati*e in un punto di raccolta, individuato grazie alla sinergia tra la scuola italiana e tedesca, dove sono stati accompagnati fino alle fine dell’anno scolastico da mediatori*trici, insegnanti e studenti*esse della Facoltà di Scienze della Formazione.

“L’apporto degli*lle studenti*esse unibz è stato fondamentale per la riuscita del progetto di integrazione che ha dato una risposta veloce a una situazione di emergenza”, afferma Atz, “si è trattato di un esperimento in cui i*le ragazzi*e hanno affiancato i*le docenti della scuola, approfondito la conoscenza del territorio e svolto un’esperienze pedagogica di grande importanza sia per il loro percorso professionale che per i*le bambini*e e giovani*e ucraini con cui sono venuti in contatto”.

Martina Sgambelluri, studentessa di Scienze della Formazione primaria, è stata una dei*lle quattro studenti*esse impegnati nel sostegno ai*lle nuovi*e arrivati*e: “Mi sono occupata principalmente di aiutare i bambini più piccoli - dai 5/6 anni agli 8 circa - nella scrittura e nella memorizzazione di alcuni semplici vocaboli italiani come quelli concernenti la frutta, i colori o i numeri”, racconta.

Oltre all’aspetto della crescita professionale, Martina sottolinea il valore dell’esperienza umana: “Credo fermamente che questa esperienza, oltre ad aver sicuramente contribuito alla mia formazione professionale, immergendomi in un contesto nel quale la via di comunicazione verbale doveva lasciar spazio principalmente alla comunicazione non verbale, mi abbia arricchita personalmente”, precisa, “aver avuto la possibilità, attraverso l'applicazione pratica dei concetti studiati all'università, d'interagire con bambini di un’altra cultura, aiutarli nell’apprendimento, divertirmi e poter vivere le loro emozioni è stata un’esperienza che ricorderò per sempre”.

(zil)