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Il poster della mostra
Giorgio Camuffo
Il prof. Giorgio Camuffo, curatore della mostra IMAGO 1960 – 1971.

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Giorgio Camuffo curatore della mostra IMAGO 1960 – 1971

Il prof. Camuffo, docente di Comunicazione visiva alla Facoltà di Design e Arti, è il curatore dell’esposizione dedicata alla rivista "Imago", tra le più raffinate e innovative della grafica italiana degli anni Sessanta, inaugurata ieri all’ADI Design Museum a Milano.

La mostra dell’ADI Design Museum raccoglie immagini e documenti su “Imago”, house organ di un'azienda importante del mondo dell’editoria e della pubblicità milanese – la Bassoli Fotoincisioni di Milano – specializzata nella produzione di cliché per la stampa. I 14 numeri della rivista vennero pubblicati dal 1960 al 1971 a cura di Raffaele Bassoli, titolare dell'azienda, e di Michele Provinciali, grafico, insegnante, fotografo, uno dei grandi protagonisti del design italiano di quegli anni.

La rivista usciva senza periodicità fissa ma con una ricchezza di testi, di immagini, di soluzioni che univano impaginazione, cartotecnica, legatoria in una serie di invenzioni che non avevano confini se non quelli dell’efficacia comunicativa e dell’innovazione del linguaggio.

Giorgio Camuffo, docente di unibz e curatore della mostra sintetizza così quell’esperienza: “Imago fu un repertorio di grafica, una scatola magica e la sintesi ideale di un’idea di impresa, in cui un’azienda con la necessità di pubblicizzare la propria qualità produttiva incontra la sperimentazione, la creatività, la ricerca e la cultura del design". 

Tra i grafici che contribuirono a questa sperimentazione c'erano Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, AG Fronzoni, Max Huber, Giancarlo Iliprandi, Bruno Munari, Remo Muratore, Armando Testa, Pino Tovaglia. Ma insieme con la creatività dell'immagine la rivista ospitava scritti di grandi nomi della letteratura italiana, tra cui Dino Buzzati, Piero Chiara, Giuseppe Pontiggia, Mario Soldati.

“Con “Imago” grafici, scrittori, poeti, fotografi, illustratori, artisti e anche musicisti diedero vita, tutti insieme, a una comunicazione che rinnovò il rapporto tra immagine e testi nella comunicazione italiana”, commenta Camuffo.

L’esposizione, inaugurata ieri, 25 novembre 2021 rimarrà aperta fino al 13 febbraio 2022.

(zil)

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