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Free University of Bozen-Bolzano

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Press releases

AlmaLaurea: Was bringt der PhD an der unibz?

Ein Doktoratsstudium ist auch in Krisenzeiten eine gute Investition für eine interessante und sichere berufliche Zukunft.  

Il numero dei programmi di dottorato e dei dottori di ricerca presso la Libera Università di Bolzano è in continuo aumento. L'anno accademico 2021/22 vedrà l'inizio del settimo dottorato presso l’ateneo alto atesino - un programma quadriennale in Economia e Finanza. Una valutazione qualitativa del più alto livello di istruzione accademica è stata fornita oggi dal Rapporto del consorzio AlmaLaurea, che include anche i risultati dell’indagine sulla Condizione occupazionale di 32 dottori di ricerca di unibz che hanno concluso gli studi nel 2020.

Come ha mostrato l'indagine AlmaLaura sui laureati dei programmi di studio triennali e magistrali, pubblicata a giugno, l’esperienza pratica è molto importante anche per i dottorandi di unibz: Il 12,9% dei dottori ha svolto un dottorato in collaborazione con le imprese (media nazionale: 5,4%). Il 90,3% dei dottori di ricerca ha svolto un periodo di studio/ricerca all’estero (media nazionale: 55,4%). Il 35,5% dei dottori dichiara di dedicare alla ricerca oltre 40 ore a settimana, e l’83,9% dei dottori è stato coinvolto in gruppi di ricerca. Infine, il 90,3% dei dottori ha realizzato almeno una pubblicazione (media nazionale: 83,6%) , tra questi, il 100,0% l’ha realizzata in inglese.

Il 19,4% dei dottori di ricerca ha conseguito il dottorato nello stesso ateneo in cui ha conseguito la laurea, il 61,3% in un ateneo italiano diverso da quello di conseguimento della laurea, mentre il 19,4% dei dottori ha ottenuto la laurea in un ateneo estero. La quota di dottori di ricerca con cittadinanza estera è il 31,3%. L’età media al dottorato di ricerca è pari a 35,1 anni e il 40,6% dei dottori ottiene il titolo di dottorato al massimo a 30 anni di età.

Sbocchi occupazionali sicuri e ambiti di lavoro interessanti

Chi conclude un dottorato a unibz ha ancora meno da preoccuparsi in termini di opportunità di carriera rispetto ai laureati triennali o magistrali. Questo è dimostrato dall’indagine sui 23 dottorandi che hanno concluso il loro ciclo di studi nel 2019: Ad un anno dalla conclusione degli studi il tasso di occupazione è pari al 91,7% (media nazionale 88,1%). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze lavoro ovvero su quanti sono inseriti nel mercato del lavoro, è pari allo 0,0%.

Tra gli occupati a un anno dal conseguimento del dottorato il 36,4% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato. Il 36,4% svolge un’attività sostenuta da assegno di ricerca mentre il 27,3% dichiara di essere stato assunto con un contratto non standard (per la quasi totalità si tratta di contratti alle dipendenze a tempo determinato). La retribuzione mensile netta dei dottori di ricerca è, in media, pari a 2.038 euro (media nazionale: 1.728 euro). Il 90,9% degli occupati svolge una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione: in particolare, l’81,8% è un ricercatore o tecnico laureato nell'università.

Il 77,8% ritiene che il titolo di dottore di ricerca sia molto efficace o efficace per il lavoro svolto, il 22,2% degli occupati dichiara che il titolo è abbastanza efficace per lo svolgimento del proprio lavoro, mentre lo 0,0% ritiene che sia poco o per nulla efficace.

 

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