Tipo di evento Evento in presenza
LocalitàAula BX A0.50 | viale Ratisbona, 16
Brixen
Info sul luogo dell'evento
Dipartimenti EDU Faculty
Contatto Carlo Nardi
carloalessandro.nardi@unibz.it
Everybody calls me Giorgio: Moroder tra media, arte e comunicazione
Una conferenza internazionale di IASPM Italia + IASPM D-A-CH volta ad approfondire i successi di Giorgio Moroder e la sua influenza sulla musica e sulla cultura in generale.
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LocalitàAula BX A0.50 | viale Ratisbona, 16
Brixen
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Contatto Carlo Nardi
carloalessandro.nardi@unibz.it
La biografia personale e professionale di Giorgio Moroder è straordinaria e piuttosto singolare: appartenente a una minoranza linguistica, cresciuto in una regione culturalmente e geograficamente lontana dai principali centri dell’industria musicale, privo di formazione musicale formale, è comunque riuscito a diventare uno dei musicisti più innovativi e di successo del pianeta.
Questo convegno sarà l’occasione per approfondire il ruolo di Giorgio Moroder nella musica e nei media, nonché temi più ampi e a ciò interconnessi quali la musica dance, la produzione discografica, l’imprenditoria artistica, la musica da film, l’intermedialità e la remix culture. La conferenza esplorerà inoltre il patrimonio culturale, la sociolinguistica e le rotte migratorie nella musica e nelle arti, attingendo alla storia di Moroder come artista nato e cresciuto nella valle prevalentemente ladina di Gardena/Gröden/Gherdëina in Alto Adige, formatosi professionalmente in Germania e infine stabilitosi negli Stati Uniti.
Giorgio Moroder – From Here to Eternity
Conosciuto come il “padre della disco” soprattutto grazie al suo acclamato lavoro con Donna Summer e Pete Bellotte, i suoi successi abbracciano una vasta gamma di contesti: Moroder è stato un pioniere dei sintetizzatori, ha innovato la musica dance, ha prodotto importanti pop star, ha composto colonne sonore di successo (alcuni esempi: Fuga di mezzanotte, American Gigolò, Flashdance, La storia infinita, Top Gun), ha fornito la colonna sonora per mega eventi sportivi e ha svolto un ruolo cruciale nel revival di Metropolis di Fritz Lang. Ad oggi, Moroder ha vinto tre Oscar, quattro Golden Globe e quattro Grammy Award e collezionato più di cento dischi di platino.
Sebbene le sue opere più famose risalgano agli anni ’70 e ’80, Moroder è comunque rimasto attivo, spesso dietro le quinte, componendo la colonna sonora dell’ultimo film di Leni Riefenstahl (2002), scrivendo canzoni per il coro Croz Corona, creando musica e colonne sonore per brand e allestimenti artistici, progettando il suono di un motore elettrico e intraprendendo una nuova carriera come DJ.
Nel 2013 ha registrato con i Daft Punk la canzone “Giorgio by Moroder”, che lo ha riportato improvvisamente alla ribalta. Da allora ha prodotto un nuovo album in studio, Déjà Vu, con ospiti come Kelis, Charli XCX e Britney Spears, ha composto la colonna sonora di Regina del Sud e ha collaborato con vari artisti (Duran Duran, Deutsch Amerikanische Freundschaft e The Weeknd) in qualità di produttore o remixer.
Le canzoni di Moroder hanno continuato a esercitare una profonda influenza sulla musica degli ultimi decenni tanto che sono ormai diventate parte integrante dell’ecosistema mediatico odierno. Solo per citare un paio di esempi, “The NeverEnding Story” è stata protagonista di una scena memorabile in Stranger Things. Il 31 dicembre 2025, quando tutti i canali musicali tematici di MTV hanno cessato le loro trasmissioni, “Together in Electric Dreams” è stato l’ultimo video trasmesso su MTV 80s. Canzoni come “Take My Breath Away” e “Call Me” sono ormai considerate dei classici, mentre altre come “I Feel Love” e “Love To Love You Baby” sono state reinterpretate o rielaborate da artisti del calibro di Beyoncé, Kylie Minogue, Madonna, No Doubt, Red Hot Chili Peppers e Timbaland.
Oltre al ruolo artistico, il suo nome è stato associato a notevoli capacità imprenditoriali, che gli hanno permesso, in un particolare momento storico, di incarnare la figura allora molto celebrata dell’artista-imprenditore innovativo e indipendente.
Temi della conferenza
Questa conferenza prende spunto dal ruolo di Moroder nella storia della musica per riflettere su alcuni dei processi in cui egli ha svolto un ruolo di primo piano, insieme a tutte le ramificazioni che ne sono derivate fino a oggi. Col senno di poi, possiamo ancora dire che quello di Moroder fosse il suono del futuro, come Brian Eno avrebbe detto a David Bowie ascoltando per la prima volta “I Feel Love”? Se sì, cosa suggerisce questo aneddoto su come interpretiamo il passato e il presente in termini di creatività musicale?
Alla luce di questi (e altri) interrogativi, oltre agli interventi dedicati ai vari aspetti della vita e dell’opera di Moroder, invitiamo a presentare contributi che analizzino il contesto in cui egli ha operato o che egli ha contribuito a influenzare. Suggeriamo infatti che Moroder e i suoi successi possano fungere da punto di partenza per esplorare alcuni cambiamenti fondamentali nell’industria musicale a partire almeno dall’ultimo quarto del XX secolo.
La conferenza mira inoltre a indagare, da una prospettiva sociolinguistica, semiotica e storico-culturale, i processi di costruzione, ridefinizione e rappresentazione dell’identità di artisti appartenenti a minoranze linguistiche, come i ladini, coinvolti in contesti migratori. Particolare attenzione sarà dedicata alle dinamiche di negoziazione identitaria, linguistica e culturale che hanno caratterizzato le loro carriere artistiche e professionali. Sono benvenuti contributi basati su approcci teorici e comparativi volti ad analizzare il legame tra minoranze linguistiche, mobilità geografica e produzione artistica, sia da una prospettiva diacronica che sincronica.
La sede della conferenza nella terra natale di Moroder offre l’opportunità di coinvolgere organizzazioni locali, come la Direzione per l’Istruzione, la Formazione e la Cultura Ladina, nonché di ripercorrere la carriera dell’artista di Scurcià, Urtijëi, esplorando il suo percorso formativo e migratorio che, soprattutto a partire dagli anni ’60, ha coinvolto molte figure note e meno note nel campo della cultura e dello spettacolo. IASPM-Italia e IASPM-DACH, che agiscono congiuntamente come comitato organizzatore, creeranno un ponte attraverso le Alpi, ricreando metaforicamente uno di quei percorsi.
Keynote speaker: Ewa Mazierska (University of Lancashire); Paul Théberge (Carleton University).
Guest panellist: Mark J. Butler (Humboldt-Universität zu Berlin); Julin Lee (Hochschule für Musik und Theater München).
Altri keynote speaker, ospiti speciali ed eventi collaterali saranno annunciati a breve.
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Organizing Committee: Carlo Nardi, Ruth Videsott Scientific Committee: Ulrich Adelt (University of Wyoming); Emília Barna (Budapest University of Technology and Economics); Samantha Bennett (Australian National University); Guglielmo Bottin (Università degli Studi di Milano); Alessandro Bratus (Università di Pavia); Alberto Brodesco (Università di Trento); Milena Cassella (Sapienza Università di Roma); Gianpaolo Chiriacò (Universität Innsbruck); Maurizio Corbella (Università degli Studi di Milano); Lorenz Gilli (independent scholar); Mimi Haddon (University of Sussex); Paul Harkins (P.Harkins@napier.ac.uk); Anita Jóri (Leuphana Universität Lüneburg); Paolo Magaudda (Università di Padova); Gabriele Marino (Università di Torino); Katharina Moling (Museum Ladin Ciastel de Tor); Carlo Nardi (Free University of Bozen-Bolzano); Tavia Nyong'o (Yale University); Flora Pitrolo (Accademia di Belle Arti di Palermo); Hillegonda Rietveld (London South Bank University); Elodie Roy (Durham University); Paolo Somigli (Free University of Bozen-Bolzano); Geoff Stahl (Victoria University of Wellington); Matt Stahl (University of Western Ontario); Will Straw (McGill University); Jacopo Tomatis (Università di Torino); Johann van der Sandt (Free University of Bozen-Bolzano); Ruth Videsott (Free University of Bozen-Bolzano); David-Emil Wickström (Popakademie Baden-Württemberg) |
Si invitano a inviare contributi riguardo ai seguenti argomenti, con riferimento a Moroder o prendendo spunto dalla sua figura:
• Il ruolo della tecnologia e la mutazione dei ruoli professionali nello studio di registrazione.
• Looping, sequencing e sintetizzatori rispetto all’emergere di nuovi generi musicali, in particolare nella musica dance.
• Il ruolo della composizione nei generi musicali basati sulla tecnologia.
• Le influenze della tradizione della musica d’arte europea sulla musica dance.
• I centri della produzione musicale in Europa.
• L’immaginario e il discorso della musica dance.
• Musica dance e cultura queer.
• Musica dance e formazione razziale della “voce nera”.
• Suono elettronico, tecnologia e corporalità.
• Politica di genere e ipersessualizzazione degli/delle artisti/e.
• L’emergere della figura del DJ come performer e mediatore.
• L’invecchiamento nella club scene.
• Pseudonimi artistici.
• L’artista come simbolo di un genere musicale, una nazione, una lingua, una città, ecc.
• Nuovi modelli di imprenditorialità nel mondo dell’arte, in particolare nella musica.
• Discoteche, Schlager, musica elettronica e altre radici dell’Eurodisco.
• L’emergere di nuove figure nell’industria musicale europea.
• Appropriazione culturale e sfruttamento del lavoro nell’industria musicale europea.
• Ibridazioni e rimediazione tra musica, cinema e televisione in termini di stili, formati, distribuzione, pubblico, ecc.
• Sinergie tra musica, cinema, televisione e nuovi media.
• Rimusicazione ed estetica pop nel cinema e nell’adattamento di materiale d’archivio.
• Culture del remix e opere musicali.
• Il ricordo di figure artistiche del passato nelle canzoni, nella stampa, nei film, ecc.
• Traduzione e localizzazione: adattamento delle canzoni per i diversi mercati nazionali.
• Educazione musicale formale, non formale e informale in contesti multilingui, culturalmente ibridi e transnazionali.
• Storie e storiografie incentrate su personalità pubbliche, pratiche musicali, pratiche di ascolto, strumenti e materiali.
• Legami e distacco dalla propria terra d’origine: lingua, patrimonio, reti.
• Il branding musicale dei mega-eventi sportivi.
Temi:
• Musica dance e club culture
• Produzione musicale e tecnologia
• Musica per lo schermo
• Archiviazione, patrimonio culturale e storiografie
• Composizione musicale tra formati, stili e generi
• Sociolinguistica e semiotica
Si prega di inviare l’abstract entro il 15.05.2026. Si riceverà conferma entro il 31.05.2026.
Si prega di selezionare il tipo di contributo (relazione, tavola rotonda, poster) e di indicare uno o più filoni tematici.
Parallelamente all’evento principale, il comitato della conferenza pubblicherà un invito a presentare contributi per un volume curato sui temi della conferenza. Tutti i relatori saranno invitati a inviare un contributo. La lingua di pubblicazione sarà l’inglese. La pubblicazione del volume è prevista per il 2027.
Quota di iscrizione: 50 € (lavoratori dipendenti) – gratuita (lavoratori autonomi).
Per presentare una relazione a una conferenza IASPM, è necessario diventare membro.
Gli hotel sono stati prenotati in anticipo per i partecipanti. I dettagli saranno presto disponibili sul sito web della conferenza.