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Libera Università di Bolzano

Gruppenbild von Kuno Prey Annamaria Zuech Stefanie Mair Irene Nitz im Innenhof der unibz

Press releases

Studiare il Design a Bolzano: presentazione della pubblicazione sul progetto “Bastoni”

Interdisciplinare, in piccoli gruppi e con grande libertà creativa per dar corpo alle idee: è così che si insegna e si impara il Design alla unibz. Ne è un esempio il progetto ”BASTONI".

Un bastone tradizionale alpino, un bastone per l’autodifesa, un bastone di coppia per anziani e un bastone per andare in bicicletta: sono alcune delle 16 (re)interpretazioni di un oggetto d’uso comune mostrate oggi durante la presentazione della pubblicazione ”BASTONI“. I risultati del corso semestrale di progetto tenuto dal prof. Kuno Prey hanno già ottenuto una visibilità internazionale: dopo la Grassimesse di Lipsia e la MCBW - Munich Creative Business Week - dove il progetto ha ottenuto il GOLD Award e il premio della giuria di esperti, studenti e studentesse hanno esposto il loro lavoro la scorsa settimana al Salone Satellite del Salone Internazionale del Mobile di Milano. Inoltre, i bastonisono stati premiati all’inizio di quest'anno anche all'International Design Award 2021 della IAUD - International Association for Universal Design di Tokyo.

A coronare tali risultati, la pubblicazione presentata oggi e curata dai proff. Kuno Prey e Hans Leo Höger, rappresenta un lavoro che va ben oltre l’illustrazione dei progetti di bastoni. “BASTONI è un esempio tipico di studio per progetto, il modello didattico agito e sviluppato alla Facoltà di Design e Arti della Libera Università fin dalla sua istituzione”, ha spiegato Prey durante la presentazione. L'elemento che contraddistingue tale modello è sempre stato l’approccio interdisciplinare e uno stretto dialogo tra la pratica del Design e lo studio delle varie discipline.

Nel caso specifico di "BASTONI", la ricerca del sociologo urbano Lucius Burckhardt, che ha coniato il termine “promenadologia”, ha fornito l’impulso per il corso di progetto del semestre. Studenti e studentesse non sono stati accompagnati solo dal designer del prodotto Kuno Prey. Con l'antropologo e sociologo Alvise Mattozzi, hanno analizzato la rilevanza che i bastoni hanno avuto storicamente e in altre strutture sociali. Con Luca Martorano, designer esperto di materiali e di tecnologie del prodotto, i 20 tra studenti e studentesse hanno ricercato le forme di bastone del passato, studiando come questo sia stato lavorato in passato con i diversi materiali, vecchi e nuovi, e analizzando il modo in cui veniva realizzato.

”Sulla base di questi diversi input, comunque, studentesse e studenti sono stati completamente liberi di trovare la loro strada progettuale”, ha affermato Prey, “il modello ‘Bolzano’ offrecondizioni quadro ottimali per apprendere: con gruppi di dimensioni ridotte, al massimo 20 persone, una situazione che ricalcala realtà lavorativa, con postazioni di lavoro fisse per l'intero semestre negli atelier di progetto della Facoltà o nelle fornitissime officine”.

 Durante la conferenza stampa odierna, è stata sottolineata la versatilità e l'interattività del modello di studio per progetto della Facoltà di Design e Arti. Le studentesse Stefanie Mair e Annamaria Zuech hanno sottolineato l'intenso scambio tra docente e discente che si realizza lavorando a progetti concreti in piccoli gruppi: "Grazie a questo modo di lavorare”, ha spiegatoStefanie Mair, “si può contare su  continuo feedback professionale da parte di professori e professoresse e buoni consigli e suggerimenti da colleghe e colleghe di corso. Per me tale scambio e tale approccio sono stati di grande importanza. Sono  arrivata al risultato finale grazie all'ispirazione, alla motivazione e ai suggerimenti del gruppo”.

 Il volume “BASTONI”, edito da ku.press, offre una visione dettagliata di questo modello d’insegnamento/apprendimento di studio per progetto, grazie anche a una lunga intervista con Hans Leo Höger e Kuno Prey. I due co-docenti Alvise Mattozzi e Luca Martorano hanno contribuito con apporti teorici ed esperienze didattiche concrete in materia di consumi culturali e di tecnologie della produzione.

 ap/14.06.2022