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Libera Università di Bolzano

Die drei Preisträger*innen Patuzzi, Cottini und Rovella mit je einem Scheck von 5000 Euro in der Hand auf Stufen vor der unibz. iftung Südtiroler Sparkasse an der unibz vergeben

Comunicati stampa

Assegnati i premi per la ricerca 2021 della Fondazione Cassa di Risparmio

Francesco Patuzzi, Milvia Cottini e Paola Rovelli: Questi i tre vincitori del Premio alla Ricerca 2021 della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. 

Promuovere i risultati della ricerca dei giovani ricercatori della Libera Università di Bolzano e renderli visibili: questo è uno degli obiettivi e risultati dei Premi alla Ricerca della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, assegnati dal 2019. Per la terza volta, mercoledì 20 ottobre, tre giovani ricercatori di unibz sono stati premiati per i risultati ottenuti: Francesco Patuzzi (Facoltà di Scienze e Tecnologia) per le sue ricerche nel campo degli impianti di biogas con un focus specifico sulla realtà altoatesina, Milvia Cottini (Facoltà di Scienze della Formazione) per il suo lavoro nel campo dello sviluppo cognitivo dei bambini, e Paola Rovellli (Facoltà di Economia) per le sue analisi scientifiche sul top management delle piccole e medie imprese. “Con questi premi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano non vuole solo premiare i risultati individuali di singoli ricercatori della Libera Università di Bolzano. Il nostro obiettivo principale è quello di rendere visibile l’importanza della ricerca e il suo significato per tutta la nostra società”, ha spiegato Francesca Pasquali, vicepresidente della Fondazione.

Alla cerimonia per la consegna dei premi (per un totale di 15.000 euro) erano presenti i vertici dell’università: la presidente prof.ssa Ulrike Tappeiner, il rettore prof. Paolo Lugli e il vice-rettore Johann Gamper, nonché il direttore Günther Mathà. Un segno di riconoscimento per i tre giovani ricercatori, ma anche un segnale dell’importanza attribuita al tema da parte dell’ateneo. “L’eccellenza di un’università si riflette nelle sue prestazioni nella ricerca e questo premio è la prova del valore dei nostri giovani ricercatori”, ha sottolineato il rettore, prof. Paolo Lugli. “È un piacere constatare lo sviluppo della ricerca scientifica in Alto Adige negli ultimi decenni”, ha dichiarato la presidente, prof.ssa Ulrike Tappeiner, “come è evidente anche quest’anno, i nostri giovani ricercatori stanno affrontando temi importanti dal punto di vista sociale ed economico. Siamo pertanto grati alla Fondazione che con questi premi incoraggia il raggiungimento di nuovi risultati”.

L’economista Paola Rovelli ha presentato tre studi in cui esamina l’influenza delle caratteristiche personali e delle strutture organizzative sulla gestione aziendale. La sua attenzione è stata rivolta a temi diversi: dal narcisismo nei CEO al rapporto tra gestione del tempo e dimensione del team, dalla diversità di genere al ruolo della struttura organizzativa delle aziende nello sfruttamento delle opportunità di business. “Nel complesso, questi tre contributi forniscono un significativo impulso a futuri progetti di ricerca e spunti concreti per imprenditori e decisori politici - sia a livello internazionale, ma anche in Alto Adige”, ha chiarito la ricercatrice della Facoltà di Economia. 

La ricercatrice Milvia Cottini dedica la sua ricerca al tema dello sviluppo della memoria prospettica nei bambini e negli adolescenti. La ricercatrice della Facoltà di Scienze della Formazione è stata in grado di mostrare come la capacità dei bambini di mettere in atto le intenzioni si sviluppa solo con la crescita e come possa essere migliorata attraverso strategie metacognitive. La ricercatrice è stata in grado di dimostrare che lo stimolo a immaginare di eseguire un compito particolare porta a un miglioramento della memoria prospettica. “Questi nuovi e promettenti risultati forniscono importanti indizi sui supporti necessari per promuovere lo sviluppo delle prestazioni cognitive dei bambini durante gli anni scolastici”, ha affermato Cottini.

Infine, il ricercatore Francesco Patuzzi è stato premiato per il suo contributo scientifico allo sviluppo di un settore energetico in forte espansione anche sul territorio altoatesino: quello degli impianti di biogas. Nel suo articolo scientifico “State-of-the-art of small-scale biomass gasification systems: An extensive and unique monitoring review”, Patuzzi ha raccolto e riassunto i risultati di due importanti progetti (NEXT GENERATION e WOOD-UP) realizzati tra il 2016 e il 2020 dal laboratorio “Bioenergy & Biofuels” diretto dal prof. Marco Baratieri della Facoltà di Scienze e Tecnologie. “Questo lavoro scientifico non rappresenta solo un riferimento nel campo della gassificazione della biomassa, ma documenta anche il ruolo pionieristico dell’Alto Adige nell’uso sostenibile delle risorse locali e nella produzione decentralizzata di energia”, sostiene Patuzzi. Il premio al ricercatore è anche conseguenza del suo contributo al posizionamento di unibz come istituzione di ricerca di fama internazionale nel campo delle bioenergie.

zil/20.10.2021

 

 

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