Ripensare la valutazione dell’impatto sociale: spunti dalla General Assembly di ASSETS
Il direttore Richard Lang e la ricercatrice Alessandra Piccoli hanno partecipato in rappresentanza del Centro di Competenza per il Management delle Cooperative. Nel corso dei due giorni, i partner del progetto hanno preso parte a discussioni strutturate dedicate a progressi metodologici, sviluppo di strumenti digitali e risultati preliminari emersi dalle implementazioni pilota in diversi paesi europei. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per consolidare il lavoro in corso e rafforzare le basi scientifiche dell’approccio interdisciplinare del progetto alla misurazione dell’impatto sociale.
Un momento centrale dell’incontro di Colonia è stato il workshop dedicato “Rethinking Social Impact Measurement in the Social Economy Sector”, tenutosi il 6 marzo. Il workshop ha affrontato una sfida cruciale nella ricerca sull’economia sociale: il persistente disallineamento tra i modelli esistenti di valutazione dell’impatto e la realtà operativa delle organizzazioni dell’economia sociale (SEOs). I modelli tradizionali, concepiti principalmente per finalità di rendicontazione esterna, tendono infatti a privilegiare i risultati per i beneficiari, trascurando dinamiche organizzative, condizioni di lavoro e qualità dell’occupazione, dimensioni fondamentali per comprendere il reale valore sociale generato da queste organizzazioni. Inoltre, le attuali procedure di valutazione comportano spesso oneri amministrativi sproporzionati e raramente tengono conto delle specificità locali o delle diverse culture organizzative.
In questo contesto, il progetto ASSETS propone un riorientamento metodologico. Durante il workshop è stato presentato l’approccio integrato del progetto, che combina metodologie qualitative e quantitative per cogliere le diverse forme di creazione di valore. I contributi di Alexandros Pazaitis sull’outcome mapping e sui processi qualitativi di valutazione dell’impatto, di Maria Vrachioli sull’analisi costi–benefici adattata ai contesti dell’economia sociale e di Georgios Chatzichristos sui limiti strutturali dei framework esistenti hanno evidenziato la necessità di modelli di valutazione più inclusivi e multidimensionali. Questi interventi hanno mostrato come l’innovazione teorica, se affiancata da strumenti orientati alla pratica, possa contribuire a colmare le lacune concettuali che ancora caratterizzano le pratiche di misurazione nel settore.
Il workshop ha inoltre presentato la prima versione dello strumento digitale ASSETS, che include un’applicazione mobile e un chatbot basato su intelligenza artificiale, sviluppati per rendere operativa la metodologia del progetto. Questi strumenti digitali mirano a supportare le organizzazioni dell’economia sociale nello svolgimento di valutazioni interne dell’impatto che siano al tempo stesso rigorose e accessibili, consentendo di analizzare non solo gli effetti sui beneficiari, ma anche quelli relativi ai lavoratori e al benessere organizzativo. Il loro sviluppo rappresenta un passo significativo verso la riduzione degli oneri amministrativi associati alla valutazione dell’impatto, aumentando al contempo la profondità analitica delle analisi.
La sessione si è conclusa con le riflessioni di stakeholder istituzionali e con una discussione aperta con professionisti del settore, che hanno sottolineato la necessità di strumenti scalabili capaci di dialogare con le emergenti strategie europee e nazionali per l’economia sociale. Il confronto ha evidenziato il potenziale del progetto ASSETS nel contribuire al dibattito sulle politiche pubbliche in materia di lavoro dignitoso, digitalizzazione e sostenibilità organizzativa, in un momento in cui le organizzazioni dell’economia sociale svolgono un ruolo sempre più rilevante nell’affrontare le disuguaglianze socio-economiche in Europa.
Nel complesso, l’incontro di Colonia ha rafforzato la rilevanza scientifica e sociale del progetto ASSETS. Attraverso l’integrazione di innovazione metodologica, sperimentazione digitale e processi di co-creazione partecipativa con gli attori dell’economia sociale, il progetto continua a promuovere una comprensione dell’impatto sociale più ampia e sensibile ai contesti, capace di andare oltre le logiche tradizionali di rendicontazione e di riconoscere le complesse interazioni che caratterizzano la creazione di valore nell’economia sociale.